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Il
Santuario Nuragico Federale
Sul
monte S. Antonio “Sa cherchizza” (le rovelle) alt 599 m.
Si
tratta di un santuario nuragico dalle caratteristiche molto particolari,
inserito
in un vasto complesso edilizio e localizzato in un vero e proprio nido
d’aquila. A guardia ed a vista di un vastissimo territorio,
Il
monumento consiste in
Un
tempio a pozzo (5 m. di diametro)
Un
grande cortile lastricato (15,3 x13,30)
Un
corridoio di accesso ad (6,35 m. x1,30 m. di altezza)
Una
possente torre nuragica (25 m. di diametro e l’altezza conservata,
dalla
pista, di 4.60 m.)
Una
muraglia ciclopica (20m.x2 m.)
Una
torre capanna (10 m.di diametro)
La
Fibula (fibbia) di Siligo
Un
pezzo di enorme interesse archeologico.
Si
tratta di una fibula ad arco di violino ritorto e simmetrico.
L’esemplare di Siligo è caratterizzato da una verga a sezione
quadrangolare ed a torsione non serrata, che potrebbe essere avvicinato
ad un frammento da un insediamento palafittico del Lago di Garda, se non
fosse che la sezione della
molla è circolare nella fibula di Siligo e quadrangolare in quella
settentrionale. Nessuno dei pezzi dello stesso tipo o assimilabili ad
esso dall’Italia
è assolutamente identico all’esemplare sardo; un frammento
dal
ripostiglio di Lipari, attribuito da Bernabò Brea- Cavaler a questo
tipo, è
purtroppo incompleto e contorto. Fuori d ’ Italia, la fibula ad arco
di violino ritorto a torsione non serrata da Karphi (Lasithi, Creta) è
quella che
gli si accosta maggiormente, salvo il numero leggermente inferiore delle
torsioni ed il senso,da destra verso sinistra e non viceversa; anche un
frammento da Psychro sembra confrontabile con questi, ma non è indicata
la sezione della verga. Va però osservato che l’identità non si
riscontra quasi mai fra le fibule dei tipi più antichi.
L’inquadramento
cronologico è quello dell’orizzonte del Bronzo Recente di Peschiera
per i pezzi italiani e per il tipo in sé, mentre per quelli cretesi. Lo
Snodgrass indica il XII secolo e la Sapouna- Sakellarakis il periodo Successivo,
dal subminoico al protogeometrico.
Non
è facile ipotizzare la provenienza della fibula di Siligo, certamente
le relazioni ormai indiscutibili dell’isola con il mondo miceneo, sub
miceneo, cipriota e levantino fanno ritenere più plausibile
un contatto via mare con un’altra isola del Mediterraneo
orientale,piuttosto che con l’area veneta, circumlacustre
e prealpina. Ancora più probabile sarebbe una provenienza
liparota qualora come sembra, l’identificazione della
fibula dal ripostiglio dell’Acropoli sia esatta.
È
evidente che una tale ipotesi non è senza conseguenze per la datazione
della fibula stessa e del suo arrivo nel santuario di Siligo;
sulla base dei dati dei quali si dispone in questa fase delle
indagini,
una collocazione nell’età del Bronzo Finale sarebbe preferibile.
Fulvia
Lo Schiavo ( Soprintendenza archeologica di Sassari )
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